Il licenziamento per giusta causa

a cura di Giacomo Scortichini

Che cos'è il licenziamento per giusta causa?

Si configura quando il lavoratore assume una condotta tale da pregiudicare qualsiasi rapporto di fiducia e dunque la prosecuzione del rapporto di lavoro, senza che possano essere applicate sanzioni diverse dal licenziamento. Appare del tutto evidente l’impossibilità di stigmatizzare, di definire un comportamento, o una serie di comportamenti che possano configurare il “licenziamento per giusta causa”.
Nel caso in cui la condotta del lavoratore non sia in palese violazione con gli obblighi contrattuali e giuridici è del tutto evidente che potremmo assistere almeno a tre scenari:
1) Il rapporto di fiducia si è infranto;
2) Il datore presume che il rapporto di fiducia si sia infranto;
3) Il lavoratore non ritiene di aver infranto il rapporto di fiducia.


È dunque evidente che il “licenziamento per giusta causa” benché rientri in un ambito contrattualistico, si palesa come un atto unilaterale.

Non esistono tutele per il lavoratore, in quanto il licenziamento può essere determinato prima ancora che i fatti siano accertati "inaudita altera parte" e dunque senza che il lavoratore abbia strumenti per far emergere la sua verità. Avviene il licenziamento in tronco, quindi senza preavviso, ed il lavoratore può impugnare il licenziamento. Dunque il datore di lavoro non ha disposto solo in quanto titolare d’impresa e quindi nel suo interesse, ma ha agito interrompendo unilateralmente il contratto in essere.

Allora dovremmo chiederci cosa rappresenti un “contratto di lavoro” che permette di operare ancor prima che la verità si accerti; quali sono gli obblighi che il contratto genera; quale credibilità può avere un contratto che non può ripristinare la sua condizione originaria anche quando sia provata l’insussistenza della “giusta causa”.
Non dilunghiamoci su questo vuoto legislativo, su questa assenza normativa che allude ad una “anarchia contrattuale”, ci concentreremo invece, in un prossimo articolo, sull'impugnazione, ad oggi unico strumento per ottenere una giustizia, almeno per taluni soggetti, simbolica.

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