Rinuncia all'eredità del coniuge superstite

a cura di Giacomo Scortichini

Se il coniuge rinuncia all'eredità cosa accade.

All’apertura della procedura di eredità e entro dieci anni, è necessario scegliere se accettare la condizione di erede, se accettare l’eredità con beneficio di inventario, o se rinunciare.
Ciò che guida solitamente la scelta sono criteri economici del de cuius.
Gli eredi sono dunque chiamati a valutare la situazione patrimoniale e debitoria, congiuntamente, al fine di rilevare se l’accettazione porterà ad un arricchimento del proprio stato patrimoniale o se invece si andrà incontro ad una assunzione di debiti ben più sostanziosa del patrimonio spettante.
Ma cosa accade se chi rinuncia è il coniuge superstite del defunto?
Succede che pur avendo manifestato la volontà di non acquisire quanto spetterebbe, mantiene il diritto di: 1) abitazione ed uso della casa familiare; 2) diritto alle rendite derivanti da polizze vita stipulate dal de cuius quando era ancora vivo.

Per quanto concerne la pensioni di reversibilità chi rinuncia all’eredità mantiene comunque il diritto alla medesima.
Questo perché la pensione ai superstiti non ha natura successoria.
Ciò sta a significare che la reversibilità al coniuge è un diritto che spetta prescindendo dal fatto di essere o di non essere eredi.
Stesso discorso per i figli minorenni o studenti nei canonici limiti di età degli studi.
Quindi appare in tutta evidenza che la pensione di reversibilità è una prestazione avente natura assistenziale ed è dunque esclusa dalle regole inerenti la successione.

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