Affidamento condiviso ultimi orientamenti

a cura di Giacomo Scortichini

Il diritto dei genitori non pregiudichi la serenità dei figli.

Quello che deve essere escluso nell’affido condiviso è che il figlio non strutturi con entrambi i genitori un legame profondo al fine di tutelare la sua serena crescita e di garantire un rapporto affettivo sia con la mamma che con il papà.
Ma l'elemento di preminente rilevanza è
che il benessere del minore non può essere limitato o compromesso da una simmetria, un equilibro matematico con cui dividere il vissuto dello stesso.
E’ del tutto evidente che nell’affido condiviso esiste il genitore con cui il minore convive e questo non vuole significare l’esclusione dell’altro genitore, ma semplicemente affermare che la “bigenitorialità”dovrà strutturarsi intorno ai diritti di entrambi i genitori, ma
in via subordinata al particolare rilievo della qualità di vita del figlio.
Dunque, in una ottica di priorità, emerge che
nell’affido condiviso non si possa presumere, aprioristicamente, una collocazione paritaria.
Sarà il giudice, esaminati gli aspetti in concreto, a determinare modalità e tempi.
Si pensi a genitori entrambi affidatari ma con residenza in città diverse; in questo caso non è immaginabile non reinterpretare l’affidamento congiunto tenuto conto quali sacrifici e quali sforzi dovrebbe affrontare il giovane al fine di garantire un perfetto bilanciamento
di collocazione tra i due genitori.
Quindi nel caso di specie, ad esempio, il rischio è quello di pregiudicare una serena crescita del figlio onde soddisfare, le pur legittime pretese di entrambi i genitori, che in una cronologia di interessi non possono certo prevalere su quelli del minore.

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