Accettazione eredità tacita o espressa

a cura di Giacomo Scortichini

Accettazione tacita, quali condotte.

L’articolo 476 del codice civile afferma
L'accettazione è tacita quando il chiamato all'eredità compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede”.
E’ estremamente importante distinguere le condotte che determinano la tacita accettazione, da quelle che possiedono un mero valore conservativo.

Costituiscono esempi di accettazione tacita i seguenti atti:

-il pagamento da parte del chiamato dei debiti ereditari con denaro dell'eredità,
-il compimento di atti di disposizione di beni ereditari,
-la presentazione della domanda giudiziale di divisione ereditaria e le volture catastali dei beni appartenenti al de cuius, ed altri.
Al contrario non rientrano tra gli atti a cui si può attribuire tale valore quelli conservativi, di vigilanza e di ordinaria amministrazione, si veda l’articolo 460 del codice civile.
A tal proposito la sentenza della Cassazione n. 20878 del 2020 ha esaminato la condotta di un chiamato all’eredità che aveva disposto il pagamento di alcune sanzioni per violazione del codice della strada compiute con un mezzo intestato al de cuius.
Il quesito è relativo al fatto se tale condotta configuri la tacita accettazione dell’eredità o se invece rappresenti un atto “conservativo, di vigilanza e di ordinaria amministrazione.
L’articolo 1180 del c.c. afferma che il terzo può adempiere spontaneamente al pagamento del debito senza esservi obbligato, dunque non vi è un pieno diritto ad adempiere, ma solo il potere a farlo.
La Cassazione afferma che tale condotta non può configurare un tacita accettazione all’eredità, in quanto rientra negli atti meramente conservativi che il chiamato può compiere prima di accettare l’eredità.
Le motivazioni sostanziali sono due:
- La prima è che le violazioni sono state commesse dopo l’apertura della successione, non potendosi così configurare come debiti ereditari.
- La seconda è che le condotte, che determinano la tacita accettazione, sono quelle che possono essere messe in atto solo e solamente nella qualità di erede.
Per cui la condotta di risarcimento del debito derivante da sanzione stradale, afferma la Cassazione, non configura atto di accettazione tacita dell’eredità.

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